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martedì 13 gennaio 2009

Ma quanto mi piace la Svizzera!




Ogni volta che vado (a scrocco) in Isvizzera mi diverto troppo.
Ora che finalmente ho ripreso un po' di confidenza con il mio vecchio amore - lo snowboard - che avevo abbandonato per diverse ragioni, vorrei trasferirmi lì fino allo scioglimento delle nevi.




Dopo aver goduto come un riccio saettando sulle bellissime piste (finalmente ho scoperto quali fanno per me dopo essermi imbattuta accidentalmente in muri di ghiaccio e canaloni strettissimi per i maledetti sciatori) con tanto di (mini) saltini e (grandi) cadute, la Svizzera, questo magico Paese, ha messo a mia disposizione le fantastiche Spa dove ci siamo rilassati fra fumi di aria calda nella piscina all'aperto circondati dalla neve e dal paesaggio mozzafiato delle montagne. Che esosi - direte - e invece no! In Svizzera la Spa comunale unita alla piscina non costa praticamente nulla (circa 13 euro) ed è STU-PEN-DA.


Come se non bastasse abbiamo cenato da Arturo (o Alfredo? Sbaglio sempre il nome) deliziando il nostro palato, ma mai come il giorno successivo al Krone (ristorante e albergo con stella Michelin) che c'è rimasto proprio nel cuore.

Di giorno la Calanda accompagnata a wienerli, pommes frites e pretzel freschi ci hanno riempito lo stomaco dopo le fatiche dello snowboard nella bellissima terrazza al sole.


IO AMO LA SVIZZERA!

Unica pecca (almeno per i morti di fame come me) i prezzi esorbitanti degli impianti che per quanto davvero eccezionali sono un pochino alti (50 euro al giorno per tutte le piste), ma in compenso fare la spesa costa poco.


In ogni caso non importa, ormai non posso più farne a meno. Inizierò a vendere le mie cose (o magari quelle di mia sorella che da che ha avuto la svolta "Il Diavolo Veste Prada" ha solo scarpe e vestiti di Dior e Armani) e poi giù per le piste in mezzo a una neve eccezionale e il cielo blu.

Tutta la vita!

mercoledì 26 novembre 2008

Back to the snow... Che fatica!



Le previsioni dello scorso week-end dicevano: sulle montagne bufera, neve ovunque, strade ghiacciate, temperature in ribasso fino a -16 gradi. E cosa abbiamo quindi fatto MM ed io? Ci siamo messi subito in macchina in direzione St.Moritz!

Poiché ero conscia del fatto che avrei mangiato fondue e raclette come una zozza, ho deciso di togliere dallo snowboard i 3 cm di polvere che lo avviluppavano da 4 anni e proporre a MM di lanciarsi in questo nuovo sport. Ed è così che dopo un viaggio fatto senza catene siamo arrivati in Svizzera e dopo una bella magnatona di pretzel, pani speciali, formaggi (tanto per non sbagliare) ma soprattutto un buon vino ci siamo tuffati nella tormenta con io che insegnavo a MM come fare snowboard, con i miei ricordi annebbiati dentro e fuori.

In ogni caso MM promette bene, si lancia e non ha paura di farsi male (forse anche perché circondato da 2 metri di neve fresca).

Il giorno dopo ci svegliamo e gli dei dell'Olimpo decidono di premiare i nostri sforzi con una super giornata di sole. Ci vestiamo, prendiamo tavole, scarponi, guanti e cappellini e ce andiamo susù in cima alla montagna dove ci sono alcune piste aperte. Peccato che fossero tutte ROSSE.

Quel folle invasato di MM decide di farne che "è facilissima, con gli sci si fa anche a occhi chiusi". Peccato che lui sia praticamente un maestro e che il suo livello di difficoltà non corrisponda a quello di noi povere persone nate al mare che la neve l'hanno vista solo nelle cartoline trash dove è fatta con lo spray.
Mah, tant'è che la snowboarder sfìsera che è in ovovia con noi se la ride appena sa che è la sua prima volta e praticamente anche la mia visto quanto tempo è passato.
Dopo 10 minuti buoni di risalita sugli impianti mettiamo piede sulla pista e davanti a noi si aprono una serie di muri inquietanti. MM strabuzza un pò gli occhi ma poi impavido non si fa intimidire e si lancia un pò rotolonado un pò traballando. Io seguo con qualche curva goffa e le gambe tremolanti e fuori forma.

Dopo qualche capriola nella neve MM inizia a fare i suoi primi tentativi con io che gli urlo "apri bene le braccia!"... e in meno di 10 minuti ha imparato a curvare!!!

Ciò non toglie che non siamo più di primo pelo - come mi ha detto il mio dottore qualche anno fa chiedendomi la mia età - e quindi ogni volta che ripartiamo facciamo una fatica bestia. Arriviamo in fondo che siamo morti: di freddo, di mezza paurina, di stanchezza, anche se sotto sotto siamo contenti, non so ancora se per aver rimesso piede sullo snowboard o perché sappiamo che da lì a poco un bratwurst ricoperto di roesti ci avrebbe aspettato per poi concludere la giornata con quei nudisti impudichi dei crucchi alla Bellavita Spa, nascosti solo da una nuvola di tepore.