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sabato 12 novembre 2011

Nuova casa, nuova vita?






Quanto tempo è passato dall'ultimo post? Un secolo. Nel frattempo non è che sia andata in coma o chissà che. Non è successo niente di sconvolgente a parte l'aver cambiato lavoro (o lavori?), casa, convivenza, quartiere, gatti e poco altro.

Mi ritrovo nei miei nuovi panni di fidanzata ufficiale con tanto di convivenza ufficiale, doppio nome sul campanello e vicini che mi chiedono dove sia mio marito e che bei bambini che abbiamo. E vaglielo a spiegare che quello in realtà è il marito di un'altra e che i figli non sono miei. Meglio andare per step, vorrei farmi accettare dai miei 100 condomini (e il numero non è sparato a caso) e evitare altre guerre all'ultimo sangue come quelle che ci siamo dovuti sparare sotto trasloco (pretendevano che mi portassi ogni singolo scatolone a piedi per 4 piani e che non usassi l'ascensore).



Beh insomma, la casa è bella, è una mansarda spaziosa e luminosa e c'è pure il caminetto e un mini terrazzo, ah! 4 giorni a settimana potrei pattinare da una parte all'altra (nella vita tutto è relativo, se sei abituato a 70 mq in 2 o 40 da sola, magicamente ogni altra casa sembra una reggia), poi nei week-end pari e in altri giorni stabiliti dal tribunale mi metto i tappi nelle orecchie, freno i miei istinti omidici e cerco di diventare una di quelle persone che quando c'è un bambino in casa hanno sempre il sorriso sulle labbra e fischiettano tipo Cenerentola con gli uccellini che annodano nastrini colorati in giro per la stanza.

Io - non è un gran segreto - della compagnia degli under 30, qualunque essi siano, faccio volentieri a meno ma che ci posso fare? Erano nel pacchetto e forse sento di potercela fare.

Sono qui da troppo poco per poter elencare pregi e difetti della convivenza "di coppia", so solo che questa casa è talmente silenziosa che mi inebria. Non vorrei uscire mai, e di fatto faccio il possibile perché sia così.

Apro qui una parentesi sul mondo del lavoro. Ma come mai se in Italia uno sceglie di voler lavorare da casa perché è pazzo, sociopatico, atipico o semplicemente perché vuole concentrare il suo tempo e ottimizzarlo senza pause caffè, chiacchiere da scrivania a scrivania, riunioni a tutte le ore per non dire una mazza, perché dicevo deve faticare così tanto per avere un lavoro degno di questo nome?

Come se lavorare da casa fosse sinonimo di incompetenza. Mai - giuro - lo capirò.
E poi perché se uno lavora da casa è automaticamente il factotum di amici e parenti? "Ah senti, domani alle 10.00 fino alle 12.00 viene l'imbianchino e poi i muratori, tanto ci sei tu a spiegargli cosa fare e a seguirli, vero?" oppure "Devo ricevere 3 pacchi non so bene che giorno, ma li mando da te vero? Tanto anche se devi scendere a prenderli che ti costa?" oppure "Non è che potesti passare in posta a ritirarmi questa raccomandata? Sai io sono al lavoro.." oppure "I bambini escono prima oggi, puoi fargli tu compagnia a casa?". Anzi, ora che ci penso la maggior parte delle volte non sono nemmeno domande: semplicemente chi vive con me da per scontato che sia io a fare tutte queste cose.

Non mi è ben chiaro perché nella testa della gente sapere che il tuo culo è seduto sulla sedia di casa invece che su quella dell'ufficio sia come dire che sei sdraiato in piscina con un cocktail in mano. Se rinuncio ai contributi, al TFR, alla mutua, alla cassa integrazione, alla 13esima, alla 14esima, al tempo indeterminato e a tutti i caspita di benefits che un lavoro tipicamente da ufficio può dare perché devo anche diventare la tua colf/fattorino/capocantiere/cuoca/factotum e soprattutto farlo gratis mentre tu aspetti la pensione e io cerco di concentrarmi sul lavoro per il quale sono realmente pagata e che ho trovato con fatica?

Non ce l'ho con il povero MM (che detto fra noi spesso è anche un santo) né con nessuno in particolare, ma è così, non c'è niente da fare, è radicato nella mente di tutti coloro che nella vita hanno sempre avuto una vita d'ufficio: se non sei ingabbiato in un open space anche tu senza ombra di dubbio vuol dire che nella vita non fai niente. Ma secondo queste persone io i soldi dove li trovo? Li rubo?

Parentesi chiusa.



Insomma oggi è sabato e domani non mi verrà l'angoscia per il lunedì. Me ne starò qui in una casa con le travi sul soffitto, il parquet, un gatto coccolone che chiede a gran voce l'acqua "on the rocks" e una cucina spaziosissima che mi farà diventare presto obesa ma felice. Certo, la sister e m&M mi mancano ma lei fra poco verrà a vivere a 100 metri quindi ci vedremo spessissimo e per le pelosine spero di andare presto a Genova a controllare il loro girovita e vedere chi fra le tre (Mini, Maxi ed io) vincerà il costumino da sumotra 2011/2012. 

sabato 21 maggio 2011

Ho voglia di New York




Oggi me ne sono andata a zonzo con la bici in una Milano non ancora deserta ma sulla buona strada. Ai primi caldi schizzano tutti via in preda alla mania-da-week-end-fuori e io godo nel silenzio dei pochi che restano.

Considerata la temperatura esterna, l'orario che ho scelto non era di sicuro fra i più felici (13h45) ma oggi a Milano soffia un piacevole venticello, cosa totalmente atipica per la città che non respira mai.

Sono quindi uscita con la testa piena di pensieri, tutti rivolti a New York, all'estate che vorrei passare lì a sudare, a fare shopping, a divertirmi ma anche a studiare per poter sperare in un futuro lontano da qui. Di pedalata in pedalata ho quindi cercato ogni angolo di NYC possibile a Milano e grossomodo qualcosa è venuto fuori.

Ho iniziato con qualcosa di facile: le catene di vestiti americane del centro. Sono stata da GAP e vedere la commessa asiatica che mi saluta gentile già mi ha fatto sentire meglio. Poi sono andata da Banana Republic dove ho provato circa 10 paia di scarpe con una commessa che pur non essendo americana è stata *gentilissima* e vedendomi in preda all'indecisione più atroce mi ha messo "on hold" 2 paia di scarpe, vale a dire che ho tempo fino a domani alla chiusura per scegliere se comprarle o no. Geniale e meravigliosamente gentile mi ha persino fatto saltare la fila strizzandomi l'occhio per farmi compilare il modulo richiesto. L'ho amata tanto che la ricompenserò comprando tutte le scarpe e superando ogni mio dubbio che a questo punto passa in secondo piano.
Visto che il pomeriggio era lungo e oggi di lavorare non se ne parla, ho tirato dritto fino a Abercrombie dove la solita nuvola di profumo ai feromoni mi ha indicato la via. Anche lì, fra Cher a palla che usciva dalle casse e il buio più buio che non ti permette di vedere un tubo, c'erano le meravigliose ragazze americane dai capelli biondo platino che ballavano in cima alle scale (sempre meglio che andare in fabbrica) e che con un sorrido che sembrava di vera simpatia ti dicevano qualcosa che le mie orecchie bacate non mi hanno permesso di sentire ma che leggendo il labiale doveva essere un americanissimo e cordialissimo "Hi, how you doing?". Belle e gentili, ho amato anche loro, quasi quanto quel figo nudo all'ingresso che sta tutto il giorno a fare foto con le ragazze allupate che entrano.

A quel punto entrare da Zara, Tezenis e H&M poteva solo smorzare la poesia e poi non erano a tema, quindi dopo esserci passata velocemente davanti ho tirato dritto verso casa a passo di lumaca con la mia biciclettina nera e il sole a picco sulla testa. Fra un contromano e un marciapiede (sì, uccidetemi se volete, ma la città era davvero vuota) sono passata davanti ai Giardini della Guastalla e dopo aver fatto un giretto in bici anche lì mi sono fermata per una mezz'oretta, purtroppo senza libro. Guastalla come Central Park? Beh sì, con un po' d'immaginazione e non contando che il parco finisce esattamente dove l'occhio ha visuale, perché no.

Per completare la mia simulazione di New York a Milano mi sono rimessa in moto per fare un'ultima sosta al negozietto bio vicino casa e comprare dei fagioli Azuki e dei piccoli fagioli neri, come ha consigliato la mia idola Gillian McKeith con tutta la sua stupenda inglesitudine.

Sono soddisfatta? Per essere a Milano certo che sì ma non avrebbe più senso se fossi a New York? Ci penso e do un'altra occhiata il programma di studio di quest'estate (a me in vacanza studio in UK a 16 anni non mi ci hanno mai mandato e ora mi tocca ripiegare in età adulta e di tasca mia), il come e quando andare, il dove dormire, il quanto spendere, il se andare, ma dentro di me la sola idea mi emoziona da morire e mi fa sperare, su una base totalmente inesistente, che nel mio futuro potrebbe esserci un trasferimento nella grande mela. Ho preso forse un colpo di sole? Temo purtroppo di sì.

lunedì 3 agosto 2009

Libri, film e cibo sano: non è poi così male non andare in vacanza




Certo è vero che anche sdraiati al sole si può leggere un buon libro, mangiare qualcosa che non sia troppo unto o peccaminoso e la sera con il golfino sulle spalle si può sempre vedere un bel film, ma farlo in città quando si è da soli trovo che sia più intimo. Beh, ecco, l'ho già detto mille volte: a me restare a Milano ad agosto non dà nessun fastidio.
In questi giorni di calura allucinante - unica grande e vera pecca della città in questo periodo - me ne sono guardata bene dall'andare in giro, tolta una sosta all'esselunga qui nel quartiere dove ho trovato un piacevole freschetto polare in compagnia dei miei amici ottuogenari che come me - per scelta o per abbandono da parte delle famiglie - si sono rintanati qui dentro per non morire di caldo nelle loro altrettanto vecchie case.

Oltre a gironzolare per la Rete e pubblicare post come al solito o aggiungere qualche tip, ho ripreso in mano la mia cultura cinematografica che da qualche mese a questa parte vacillava un po'.
Fra i film che ho visto mi è piaciuto "The Savages" con l'eccezionale Philip Seymour Hoffman anche se - ormai sensibile al tema della vecchiaia essendo io in tutto e per tutto una pensionata - ho pianto praticamente dall'inizio alla fine. Quando poi c'è anche un cane di mezzo la lacrima è incontenibile, non ce n'è. In ogni caso complimenti a Tamara Jenkins.

Delusione profonda da "Yes Man" invece. Ma Jim Carrey non era bravo? Lo ricordo in film come il celeberrimo "The Truman Show" e nel bellissimo "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (sì, proprio quello tradotto con l'orrido titolo "Se mi lasci ti cancello"), e poi eccolo qui in un film insulso dove lui è sopra le righe e invecchiato. Sì, ok, lo sappiamo tutti che Jim Carrey sa fare strane e buffe espressione e che ha la faccia di gomma ma che bisogno c'è di usarla a tutti i costi anche quando non è richiesto? Mah, diamo pure la colpa a Peyton Reed.

Siccome anche l'Italia ha bisogno dei suoi spazi oggi metterò alla prova un Luca Argentero (oddio) in "Solo Un Padre" di Luca Lucini (ri-oddio, già regista di "Tre Metri Sopra il Cielo", ri-ri-oddio) seguito - o preceduto - da "Il Dubbio" di John Patrick Shanley con Meryl Streep e di nuovo Philip Seymour Hoffman (olé!) nelle vesti di un prete accusato di pedofilia e molestie sessuali.

Il tempo stringe, mi metto al lavoro prima che torniate tutti in città.

lunedì 27 luglio 2009

Città deserta: ogni anno la stessa storia ma non mi stancherò mai (credo)




Milano inizia a svuotarsi per davvero e tutti vanno in vacanza, ma io resisto nella città deserta come piace a me. Unica pecca, come ogni anno, sono i commercianti troppo ricchi che già da metà luglio hanno appeso insegne con scritto "ci rivediamo a settembre!". Si beh, e se io che sono qui con il ventilatore acceso avessi bisogno di un tozzo di pane, una scatola di cerotti, o perché no mi venisse una smania shopaholic a basso costo, che faccio? Mi sparo? A quanto pare sì, come ogni anno nella città che se ne fotte di chi per scelta o per obbligo a luglio e agosto resta nel proprio appartamento.

Massì andate al mare, scottatevi al sole, tornate tutti insieme stressati dal traffico e dallo smog. Io e le gatte - anzi i gatti compresi quelli di MM che andrò a sfamare a giorni alterni - saremo qui ad aspettarvi e a goderci il silenzio che avete lasciato quando tutti insieme vi siete imbarcati su traghetti, aerei e autostrade. A me la città d'estate piace tantissimo, speriamo che duri molto sia per me che per voi che siete in vacanza. Ma al ritorno non vi dimenticate di tippare i posti meravigliosi che avete visto sul mio sito, almeno fatemi codividere la vostra gioia con gli occhi!

giovedì 11 giugno 2009

E facciamo un post, va...



Ho approfittato di oggi e della mia forma fisica decisamente vacillante per scrivere un post dopo tanto tempo, ma già mentre digito velocemente le prime righe mi chiedo: perché? Perché costringere il mio cervello affaticato a uno sforzo tale? Ricordare, pensare, dire, forse è chiedere troppo a chi ieri alle 21 aveva già bevuto due birre, alle 23 aveva finito la pizza e la terza birra, alle 23.01 aveva mal di testa e alle 24.00 si chiedeva cosa ci fosse di sbagliato nel suo sbagliato per farle aumentare esponenzialmente il dolore al centro della fronte.

Ma lo sbagliato non sbaglia mai, quindi il problema è sempre lo stesso, l'età che avanza.
Oh beh, chissene, tanto al Surfer's Den nessuno ci fa caso e nemmeno all'Isola quindi la serata è andata piuttosto liscia, crampi al cervello a parte.

In sintesi, dopo due giorni al mare in compagnia dei gabbiani, delle berte, delle occhiate, dei saraghi e della natura selvaggia della Maddalena, rieccomi qui nella colata di cemento dove molto probabilmente passerò tutta la mia adorabile estate. Ma a me stare a Milano quando è deserta tanto piace, giusto? E poi ho fatto il Bike-Mi, e chi m'ammazza adesso.


Il cervello non si riprende, sono lenta come un bradipo, desidererei un'amaca al sole e nient'altro, quasi quasi la monto fuori dalla finestra, in fondo perché dovrebbe crollare? A forza di montare mobili e mobiletti dell'IKEA sono diventata la regina del bricolage e il trapano ormai è un'estensione del mio braccio.
A proposito, devo riverniciare tutto l'armadio di camera mia, che con i buchi c'entra poco ma con la fatica molto. Vabbè, mi fado a fare un elettroshock e vediamo se la giornata inizia a girare per il verso giusto.

mercoledì 22 aprile 2009

500C Preview Party @Astoria - Milano (sottotitolo: La pazza vita del barrio)




Scrivo questo post un po' in ritardo dopo essermi ripresa (NB alle 21h30) dalla serata di ieri in occasione del 500C Preview Party. Festa selvaggia? No, diciamo solo che un piccolo gruppetto di persone, me compresa ovviamente, non ha finito la serata lì. Ma partiamo dall'inizio.

Alle 18h30, puntuale come una svizzera, sono uscita di casa, ho attraversato un paio di strade e sono arrivata all'Astoria dove un po' di amici, blogger e personaggi a me sconosciuti stavano già bevendo qualche drink, mangiando qualche tartina e si stavano scambiando i contatti con i poken, omaggio della serata.

Appena ho visto Sara Maternini - grande fan dei nostri inutili video casalinghi - mi sono ricordata di aver dimenticato la mia telecamerina Flip Video (d'oh!), ma troppo pigra per tornare indietro sono entrata anche io e ho ripiegato a mia volta sul giochino della serata, e con apina Poken al collo ho stretto anche io nuove conoscenze e ridacchiato con quelle vecchie.

Dopo esserci illusi di poter resistere ai morsi della fame per tutta la durata della festa, a party quasi concluso il simpatico gruppino composto da mia sorella, il Dandy, il Ferra, la Lauro, il Dotta, Massarotto, Delymyth, Leonora ed io siamo tutti andati al cino/jappo qui nel barrio (Porta Romana) a strafogarci di involtini primavera, lavioli cinesi, birra tzi-tao e ogni altro bene.

Serata finita per noi giovani (vecchi) leoni? Certo che no! Mentre Lauro imprecava in aramaico perché voleva andare a casa, il buon quartetto composto da Ferra, Dandy, la sister ed io siamo andati a casa nostra, chi a giocare a Guitar Hero (per la gioia dei vicini ottuogenari che fra tanti acciacchi aimé non hanno l'abbassamento dell'udito), chi a chattare con l'America.

Ah! Che pazza vita! Fatto sta che oggi mi sentivo uno straccio, ho pranzato alle 11 e ho cenato alle 19. Sarò mica io l'anziana del palazzo, vero?

lunedì 16 marzo 2009

Ma quando riaprirà la piscina di via Botta?




Aria di primavera a Milano. Oggi il buon signore ci ha graziato con un sole che fa inivia anche a Roma ne sono certa. Niente cielo bianco, niente freddo e neanche afa. Si sta da dio, per l'appunto.
Tutto bene quindi, a parte il fatto che sono faticosamente a dieta (sì ancora, sì ci credo) e che mia sorella ieri sera sia tornata dalla capitale con un tocco di porchetta che nemmeno al baracchino ad Ariccia ho mai visto. Dice che è dietetica... Sarà...

Se solo si decidessero a riaprire la piscina sotto casa potrei dire che per l'estate sono a posto. Le mie finanze non penso che mi porteranno molto oltre i confini di Porta Romana, ma gli amici sono tanti e spero in un atto di generosità individuale o corale in cambio di una compagnia allegra come la mia. (Allegra? Beh sì, ogni tanto capita).

mercoledì 6 agosto 2008

Milano colera




Io non capisco a che cosa serva vivere tutto l'anno in una città se poi nei momenti di bisogno ti molla come un paesino sperduto della campagna.
Siamo in Agosto e io ero pronta a godermi Milano deserta, con i negozi vuoti dove poter scegliere con calma gli ultimi pezzi in saldo o avere la prima scelta sulla collezione autunnale. E invece no! In questa ca**o di città sembra che i commercianti siano i più ricchi del mondo. Serrande abbassate spuntano come funghi una dopo l'altra con il cartello

SIAMO CHIUSI FINO AL 15 SETTEMBRE

QUINDICI SETTEMBRE??? Ma stiamo scherzando? Ma chi - a parte le maestre delle elementari - si fa 1 mese e mezzo di vacanza?
Alcuni aprono ai primi del mese ma se guardi bene noti che sono chiusi da LUGLIO(!!!).

Ecco un estratto del ViviMilano

Sabato 13 agosto, domenica 14, lunedì 15 e martedì 16. Nell’estate in cui 700 mila milanesi rinunciano alle ferie e rimangono in città i giorni a ridosso di Ferragosto coincideranno con il weekend della seconda settimana del mese. Novantasei ore che l’assessore al commercio Roberto Predolin non esita a definire «davvero difficili», nonostante gli sforzi del Comune per invitare il maggior numero possibile di negozi a tenere le serrande alzate. «Milanesi approvvigionatevi, fra il 13 e il 16 sarà complicato fare a spesa»

Certo, se abitassi a New York tutto ciò non accadrebbe... Insomma, io oggi sono depressa perché fa caldo, ho la pancia, ho scazzato, non ho soldi e vivo in una città di merda. E poi mi manca tanto Valda... Fanculo insomma.

lunedì 14 luglio 2008

Sigur Rós all'Arena Civica di Milano




Se mi chiedessero qual è la canzone più emozionale e toccante che abbia mai sentito in vita mia risponderei sicuramente Svefn-G-Englar dei Sigur Rós. Ed è proprio con questo pezzo che ieri sera hanno aperto il loro incredibile concerto all'Arena civica di Milano immersi in una cornice di lampi che squarciava un cielo carico di nuvole grigie e rosa.

La pioggia non ha mai smesso di scendere fino a quando i Sigur Rós hanno fatto il loro ingresso con corone in testa, fiati vestiti di bianco, violiniste che sembravano ninfe, e con l'incredibile voce di Jón Þor (Jónsi) Birgisson magicamente non è scesa più una goccia.

Hanno suonato in una scenografia fatta di sfere luminose, fumi avvolgevnti, luci rosse e neve artificiale che scendeva dall'alto sul pubblico che li guardava a bocca aperta.

E' stato un concerto di un'atmosfera incredibile, il suono era perfetto, loro assolutamente toccanti, energici e totalmente coinvolgenti.

Dopo il primo bis il pubblico era talmente entusiasta che sono usciti una seconda volta per raccogliere gli applausi scroscianti e le grida entusiate.

E' stato semplicemente uno dei migliori concerti che Milano ci abbia regalato negli ultimi anni.

domenica 4 novembre 2007

Ci sono lunedì che contano più di altri. Domani, per esempio conta triplo.



Uff.. Domani è l'ultimo giorno di questo fantastico ponte (x me) inaspettato e io mi sento come se fosse il 10 settembre dopo un'estate di cazzeggio con tutti i compiti da fare in 4 ore con l'ansia da interrogazione. E come se non bastasse parte anche Luca e se ne torna a NYC (beato lui!). :-(

Milano oggi era assolata e calda e ne abbiamo approfittato per andare a mangiare alla Trattoria Milanese e fare un giretto in centro, tenendoci la panza per evitare che esplodesse dentro H&M.




Stasera, mentre Fili faceva il ragazzo ultrà con telecomando in mano, noi abbiamo fatto i nerd seduti in fila ognuno con il proprio mac sulle ginocchia. Mia sorella ed io abbiamo aggiornato i blog, flickr, anobii e aggiunto feed di technorati sentendoci per questo delle eroine. Luca ha fatto cose inspiegabili al computer che avevano a che fare con molecole e affini. Poiché nessuno al mondo a parte un 1% della popolazione è in grado di comprenderle, è OVVIO che i geni della giornata siamo noi sorelle.

E come dice il saggio nei salotti bene di Oxford: beato chi nun ce capisce 'n cazzo.. :-D

domenica 24 giugno 2007

Ritorno al Plastic



Venerdì sera ho fatto le cose a dovere, come non succedeva da un pò.
Dopo aver portato Valda a spasso e scelto i 4 cambi di abito - peggio della Hunziker! - per la serata di mia sorella a Lucca con gli amici/colleghi di Blogo (non si sa mai quello che può succedere, meglio non rischiare e farsi trovare impreparati) sono uscita a bere un aperitivo verso le 20h30.

Sono andata all'isola senza ricordarmi che fosse il giorno di un evento organizzato da Mtv: Il Fun Cool Festival. Il Frida era pieno di gente, anche se devo dire che la maggior parte erano gay e gente sui 40, a parte qualche supergiovane che giocava a tennis con la Wii (fra l'altro con scarsi risultati).
Tutto bene, ho bevuto la mia bella media chiara seguita da 2 bicchieri di vino, che più che altro definirei VASI - e non in senso spagnolo - vista la loro capienza. In onore della mia amica Yasmine ho scelto il Shiraz australiano, e devo dire che non era niente male. Al secondo mezzo litro versato nel bicchiere cominciavo a sentire l'alcohol che saliva, ma tutto bene, allegra e pimpante ho anche tentato di andare in macchina a finire il mio bicchiere per spostarmi in un'altra zona, ma sono stata bloccata dal "buttafuori". Doh! poco male, l'ho ingurgitato lì fuori mentre chiedevo al mio amico se si fosse masturbato oralmente se ne avesse avuto la possibilità fisica. Sì, ero ubriaca, ma la domanda resta anche da lucida. Lui mi ha risposto con un puritano NO, ma secondo me è solo un blocco sociale. Voglio dire, come le persone si masturbano in altri modi, se il nostro fisico fosse fatto diversamente - e quindi senza ricorrere a estremi rimedi come la leggenda (?) su Carducci che si era fatto togliere delle costole per procedere con l'auto fellatio - sono stracerta che nessuno si farebbe problemi a riguardo.
Btw, sono andata via quindi, per andare al Plastic - o Spastic come lo chiamo io - dove eravamo in lista con il Gamberini che metteva i dischi. Ritorno dopo almeno un anno senza averci messo più piede, vediamo un pò se è cambiato qualcosa...

Arriviamo verso mezzanotte ed è ancora mezzo vuoto con gli emo poser che iniziano ad annidiarsi fuori senza mai entrare, e ancora resta un mistero per me se sia solo perché non hanno il nome in lista per l'appunto o perché non vogliono spendere i 15 euro per entrare ma preferiscono stare lì a pettinarsi il ciuffo in avanti e bere la birra del baracchino mentre fanno PR con altri poser. Credo entrambe le cose.

Gamberini è già alla consolle con la sua nuova ragazza appoggiata lì davanti con la quale chiacchero un pò, e con la sua parlata bergamasca mi sembra molto simpatica. Parliamo del festival beat, di andare, di quando, di come. Nel frattempo mi ordino un cuba, per fare compagnia nello stomaco alla bottiglia di shiraz e alla media chiara. Entrambe le sale si riempono e arriva anche Filippo - che faccio entrare di sgamo leccando il mio timbro sulla mano e stampandolo sulla sua, da vera punk - e Fefé. Che bello, sono ubriaca, allegra, in forma e ballerina come non accadeva da tempo! YUUUUUUU!
Saltello di qua e di la fino a quando, per andare in bagno finisco nell'altra sala. Passo quindi dal revival 60's del Gambero alla simil techno misto Beastie Boys di Dorian. Fantastico! Non so resistere al richiamo coatto e mi getto nella pista dove resto fino a quando l'anidride carbonnica in sala raggiunge il 100% e sono costretta ad uscire per riossigenare i polmoni.

Un altro cuba per rinfrescarmi, un pò di 60's per socializzare e poi capatina fuori dove in teoria vado per fumare una sigaretta ma in pratica ne approfitto per riprendere vita tutta sudata in mezzo agli impeccabili emo-poser dagli skinny jeans bianchi, le camicie strette e le all star nere. Mentre uno di questi mi lancia un'occhiata interessata, dall'altro dei suoi 25 anni forse, esce anche Stefano completamente ubriaco e in un bad mood. Discutiamo un pò fuori anche se cerco di tagliare corto perché in realtà sta litigando da solo e è talmente impastato che nemmeno capisco cosa stia dicendo. Capisco che non è il caso di tornare insieme a casa, e dopo essere stata un'altro pò dentro a chiaccherare con Fili e a ballucchiare, decido di tornare a piedi a casa vista la bella serata calda.

Alle 3h30 quindi sono uscita ottimista dal Plastic per accorgermi solo dopo che la città era deserta. Supero un paio di ragazzi a piedi che sembrano dirmi qualcosa. Comincio a realizzare che forse non è stata proprio una mossa geniale, ma l'alcohol mi rende temeraria ma non stupida, così fingo di telefonare a un amico dicendo frasi tipo: ah sei qui dietro? ok allora ci vediamo all'angolo fra 2 minuti... si io sono in via xxx. Dai perfetto...
Il metodo funziona e i tipi cambiano strada. incontro qualche marocchino e adotto sempre lo stesso metodo. Come ha detto Fili prendendomi in giro il giorno dopo quando gliel'ho raccontato, avrei potuto aggiungere ah si, sei con tuo fratello poliziotto... e portate la pistola? ah ma viene anche tuo cugino finanziere.."" HAHAHAHAHAHA! ho riso per 1 ora!

In ogni caso, arrivo a casa sana e salva, dove ricevo altra telefonata di Stefano, in ripresa dall'alcohol, che viene disturbata dal seguente dialogo fra lui in macchina nella vietta dietro al Plastic e un genovese in infoio che bussava al suo finestrino:

Genovese: scusa scusa! Hai un goldone?
Stefano: no non ce l'ho
G: dai cazzo te lo pago!
S: eh no, non ce l'ho se no te l'avrei dato
G: maddai cazzo dammelo, mica mi vorrai far saltare la ciulata!
S: ma se non ce l'ho cazzo che ti do? Non ce l'ho davvero!
G: porco xxx ti rigo la macchina se non me lo dai
S: ma vaffanculo!!

E solo lì il genovese pazzo e attizzato se ne va.

Non ci potevo credere, avrei voluto registrarla!! La gente sta davvero male!...
Saluto quindi Stefano, mi lavo identi, mi metto a letto, controllo la posta e con i piedi gonfi a panettone per la scarpinata, finalmente dormo. Che fatica essere giovani dopo i 25! ;-)

venerdì 25 maggio 2007

Milan.. Giù la testa



Ok, il Milan vince la Coppa dei Campioni. Tutti contenti (loro) e eccitati festeggiano in Piazza del Duomo il trionfo. E fino a qui tutto bene. Strombazzano e urlano anche a giorni di distanza a tutte le ore. E ci sta anche questo. Ma io dico, ma che bisogno c'era di dare fuoco alle povere - e bellissime - mucche della Cow Parade? Ma che ca**o c'entra??!! Festeggia, urla, sfogati, buttati nella fontana di San Babila, buttati anche dal ponte per quanto mi riguarda, ma che senso ha incendiare un pezzo di arte che abbellisce la città nella quale vivi??!! E anche se sei in Brianza a Milano ci passerai comunque, no???
Fede calcistica a parte, quando vedo le immagini dei pompieri che spengono con gli idranti le simpatiche mucche ridotte in cenere mentre esplodono al Duomo, mi vergogno e mi dispiaccio davvero di vivere in un Paese di totali imbecilli. Per non parlare di quelle che sono state rubate, spostate, danneggiate, messe in mezzo alla strada per impedire il traffico. Oh, ma siete tutti rincoglioniti? Ripigliatevi che la città è anche la vostra, dementi!


mercoledì 23 maggio 2007

L'isola che non c'è



Ho visto la mansarda dei miei sogni. Mi piace da morire, ovviamente solo perché ho la mamma francese. Sì perché ha un non so che di bohemien, con la doppia esposizione dei due mini balconi sui tetti dell'Isola. Già mi immagino Peter Pan che svolazza in casa mia la sera per bere un bicchiere e giocare con la piccola Valda-ieti-corridore. Una figata pazzesca. Certo, ci sono non poche cose che mi frenano e che mi fanno dare della pazza da tutti quelli che conosco, tipo: il prezzo, 680 euro un vero furto; i mobili che sono decadenti ma a modo loro divertenti; il quarto piano senza ascensore; il caldo bestiale di una mansarda esposta a est e ovest quindi sempre sotto al sole - ma x questo anche luminosissima! -; non ha la lavatrice; non ha il letto - ma questo è un bene secondo me -; il riscaldamento non è incluso; ha solo due fuochi in cucina e temo che non ci sia nemmeno il forno. Hahaha! Poi c'è una cosa un pò strana... Uscendo di casa ho a sinistra un altro appartamento e a destra il bagno di questi qui! Fa ridere però no? Ah! Non ha nemmeno il cortile, quindi il motorino è facile che me lo rubino. Hahaha! Ma è così divertente come casa... MI piace!!! Con i muri dipinti di giallo nella stanza e di verde nel piccolo bagno con il tetto spiovente. Ora tento il big deal con il patteggiamento e poi vediamo. Certo.. Poi Valda come faccio a portarla fuori a pranzo? Mmmmh, chiederò a qualche freak della zona... Tanto si sa che Valda è un cane hippy, con tutto quel pelo! :-D

venerdì 18 maggio 2007

Milano! Su le mani!



Hahahahaha! Non posso fare a meno di ascolare e riascoltare questo pezzo. GENIALE. Tutto quello che odio di più e che in parte sono. Odio me stessa? Odio tutti gli altri? Odio Milano? Non so, credo che come sempre abbiano ragione i grandissimi Impact e tutto quello che c'è da dire ora e sempre è SOLO ODIO!

Milano is burning!

venerdì 11 maggio 2007

Atomic Bar & Decadenza = Woooo!



Seratina di qualche giorno fa all'Atomic Bar con mia sorella, i fratelli Crippa e un loro amico. A dirla tutta eravamo usciti (Crippa Sr., Titta ed io) per raggiungere degli amici ebrei (EBBREI!) ;-) di mia sorella che festeggiavano il compleanno. Ma a 2 metri dal locale, mia sorella - pazza - ha cambiato idea dicendo che non se la sentiva di rivederli dopo tanto tempo... mah. Quindi, spiazzati ma anche subito reattivi, ripieghiamo sul Luca's Bar seduti al tavolino a bere birra. Ah, piccola nota, mia sorella ed io a casa ci eravamo già sgargarozzate in scioltezza una bottiglia di rosso. Ottima fra l'altro.

Finita la birra, ci spostiamo in direzione Atomic per raggiungere Fefé. Titta - aka Zinna - prova ad opporsi per andare a casa a svolgere la sua attività preferita - l'uncinetto - di cui è maestra fra l'altro, ma alla fine si fa prendere dall'entusiasmo e a colpi di ZIP IT! rincoglioniamo Stefano a puntino fino all'ingresso del locale.

Wooo! La serata prende bene e la dj con la maglietta - e spillina - degli Einsturzende Neubauten non ha bisogno di commenti. E' anche simpatica e non se la tira, da vera punk/noise girl. Disco dopo disco prepara per noi una selezione musicale decadente che mi mette subito allegria e mi ricorda i bei tempi andati con le Foster alla Mole Adriana a Roma con "gli zii", quando avevamo 18-19 anni.

Alcuni ballerini provetti volteggiano accanto a noi lanciandosi in movimenti assurdi mentre continuo a bere senza sosta (altre 2 medie e mezzo in aggiunta al vino e alla media di inizio serata!!!) e divento ogni secono più loquace. Praticamente una tortura per gli altri! ;-) A fine serata conosco anche un giovane torinese che di giorno fa l'attore - e di sera il ballerino contorzionista a quanto pare! - di nome Adam. Parliamo degli Impact mentre rispondo all'sms di Gigo. In un attimo si sono fatte le 2 passate e andiamo a casa dove mi aspetta una session di sogni alcolici di cui il grande Bukowski sarebbe stato fiero. Forse ultimamente bevo un pò troppo... ma quand'è troppo? :-D

I Could Be Yours...





E sempre parlando delle Colonne di San Lorenzo ecco il Diesel Wall di giorno e di sera, con "Lo scoraggiante muro di Blue & Joy", i due personaggi creati dagli artisti Fabio La Fauci e Daniele Sigalot.

Mario, fresco di rasatura, lascia basito anche il piccolo pupazzino che commenta esclamando "IMPOSSIBLE!". Sembra un nazi-skin, eppure corre voce che ultimamente si dia all'etnico... Hehehe! Proprio Impossible! Sìsì! ;-)

Solita serata un pò alcolica fra amici con il messicano che vende le birre di contrabbando allo stesso identico prezzo del bar.. dove però se non consumi - forse giustamente - non ti lascia andare al bagno. Restano quindi dubbi sul vantaggio se non il fatto che di certo l'abusivo sia moooolto più simpatico e gentile del cocainomane alla cassa che ti ringhia per qualsiasi domanda tu gli rivolga. E allora che dire? Viva Mexico!

Qui altre foto della serata. Come si può facilmente intuire dalle facce MOLTO sveglie, il tasso alcolico saliva sempre di più. In ordine, ecco Mario, Fabio ed io, Mario e Fabrizio in posa, le Colonne di San Lorenzo, una BELLISSIMA foto di gruppo (za monsters), Mario ed io seduti mentre telefono a Miche, e un altro scatto di me con Mario e Fabio. La serata, in realtà, si è svolta una 15ina di giorni fa... Ma fino ad oggi non avevo avuto il coraggio di pubblicare le foto! Chissà perché! ;-)

mercoledì 9 maggio 2007

A cena con i contadini



Il contadino nr.1, Mr Lorenzo è venuto in missione a Milano, accompagnato dalla sua vacca vestita a festa e i cibi del paese per affrontare il lungo viaggio dalla campagna Toscana a Milano, capitale della moda. Il pericolo che si perdesse o che finisse in cattive mani - come John Voight in Un Uomo Da Marciapiede - era altissimo. Chiarula ed io quindi, siamo andate a bere un aperitivo nei giardinetti accanto al Mom in dolce compagnia di due TOPI che amoreggiavano sulle mura spagnole, e poi, leggermente alticce, siamo amdate a recuperare Lorenzo alla MM come due centaure scooterate.

Caricato sul potente mezzo di Chiarula che raggiunge i 35km/h in discesa ho fatto strada verso i Navigli dove avevo prenotato al ristorante greco. Abbiamo mangiato accompagnati dal sirtaki, un antipasto misto con le salsine tipiche greche - tzatziki, melinzanosalata, etc etc - per poi passare al Pita Me Ghyro per me, Moussaka per Chiarula e Suvlaki per lo spaesato Lorenzo accecato dalle luci della città. ;-) Chiacchera che ti richiacchera, scopro di essere al tavolo non con UN contandino, ma con DUE! Anche Chiarula si scopre essere una ruspante ragazza di campagna che per andare in bagno usa la colorita espressione: DEVO FARE LA PISCIA. Hehe. E dire che con il suo bracciale à la mode e il suo orologio di Cartier non me lo sarei aspettata... ma in vino - greco - veritas.. o veritaki!

Tutta la cena è un rimando continuo alla vita d'ufficio che condividiamo da tre settori distinti. Chiarula ci confessa la sua totale adorazione - nemmeno troppo nascosta - per un personaggio a noi noto che io ribattezzo la zanzarina, tanto per far capire quanto sia appetibile fisicamente, benché gentile e simpatico.

Usciti dal ristorante vengo assalita dai crampi addominali per il troppo cibo - buonissimo però! - ma non mi faccio abbattere e proseguiamo verso le colonne, sempre con me in capo cordata a guidare i due campagnoli. Alle Colonne Chiarula chiama suo fratello e in un secondo ci troviamo immersi in un gruppo di giovinetti nati prima dell'85 temo, come dimostra la foto scattata con il testimonial dei ggggiovani. ;-) La birra in mano di Chiarula le fa uno strano effetto, e se non l'avessi comprata io stessa, avrei pensato che qualcuno le avesse infilato dentro un extasi. Inizia una caccia ossessiva - tutta sua! - al carino della serata, fino a quando individua un tamarro ORRENDO e allampanato al quale scrocco una sigaretta e il numero per Chiarula.

Scena e dialogo.
Lui temporeggia un 5 minuti poi arriva lasciando dietro gli amici e esordisce, cafone e cesso come solo lui poteva essere, con:
TAMARRO: Beh insomma, a chi devo lasciare il numero?
CHIARULA: A me... ma tu sei fidanzato?
T: No.
C: Ah perché vedevo che hai il braccialetto.. In genere i ragazzi con il bracciale sono fidanzati
T: No, ma è POMELLATO! (Manco avesse detto Cartier! AAAAAAHHH TAMARRO MUORIIII!!)
C: (si trattiene dal ridere, e bofonchia qualcosa ma poi dice) Beh insomma dammi il numero, come ti chiami?
T: Checco, ma non sono Enrico, ma Francesco.. che in genere vengono chiamati CHICCO, ma quelli lasciali da parte.. perché io sono CHECCO
IO: (appena si gira x raggiungere gli amici con passo da sfigato cosmico) Ciao CHECCHA.

Hahaha! Le colonne cmq sono un posto allucinante. UNa concentrazione di tamarri, malvestiti e cafoni che fa rabbrividire.. ma ogni tanto ci vado lo stesso, perché resta uno dei pochi posti dove si può bere una birra all'aperto a Milano.
LA serata volge al termine, mettiamo Lorenzo sul Taxi chiedendo al guidatore di essere prudente e di non preoccuparesi se non capisce quello che gli verrà detto dal campagnolo... "Sa com'è, è toscano...!" ;-))) e anche noi ci separiamo ognuna verso la propria direzione come due frecce.

sabato 21 aprile 2007

Salone del Mobile



Nella settimana attorno al 20 aprile a Milano si è svolto il Salone del Mobile. Venerdì sera, nel fulcro dell'evento - comincio a sospettare - ho avuto l'originalissima idea di raggiungere degli amici in via Tortona. Mi sono trovata in un fiume di gente che credo non sia replicabile nemmeno durante il Carnevale di Rio. Due milioni di persone di tutte le età, specie e origini possibili vagavano impazzite fra uno stand e l'altro. Ho incontrato amici che in genere non incontro MAI da nessuna parte. C'erano bambini nel passeggino, cani al guinzaglio, ragazze obese in fuseaux, stangoni svedesi, vecchi con i codini da fricchettoni, giapponesi stilosi, coppie di gay, giovani artistoidi, adulti sulla sedie a rotelle, modelle, e tutto quello che questo mondo ha partorito negli ultimi 100 anni. Per una botta di culo pazzesca, dopo i nostri meritati 40 minuti a passo d'uomo in macchina, abbiamo trovato parcheggio DIFRONTE al Superstudio Più, dove aveva luogo il cuore degli eventi espositivi. Ecco il report a fumetti, come sempre, della serata prima di incontrare Valerio e Anna (simpaticissima e carinissima ragazza svedese di Valerio, mio amico di Roma) e proseguire la serata insieme ubriachi fino alle 4.

lunedì 16 aprile 2007

Sapessi com'è strano, uno scheletro a Milano



E come se le mucche non fossero bastate, sabato sono anche andata a vedere lo scheletrone di Gino De Dominicis intitolato "Calamita cosmica". In realtà, è venuto prima lo scheletrone e poi le ridenti vacche, ma è lo stesso.
Devo dire che mi è piaciuto tantissimo, è ENORME e per fortuna la maggior parte delle persone erano già urlanti e eccitate sotto al palco dei TRL Awards a un centinaio di metri, con tanto di BAM BAM in mano (che volevo anche io per picchiare la gatta che impunita dorme sul mio letto come se fosse il suo). ;-)

Come al solito, non ho resistito alla tentazione di fare un fumetto anche su questo, eccolo qui. La mia vita è una strip, io sono Susie e Filippo è Calvin. Purtroppo mancava Hobbes-Valda, che alla visione di così tante ossa tutte insieme sarebbe impazzita dalla gioia, cercando un posto per sotterrarle lontano da sguardi indiscreti. ;-)

Ho fotografato ogni centimetro dello scheletro pinocchio sotto al sole cocente, con Filippo-Calvin che non ne poteva più, ma ormai era costretto ad assecondarmi. Fantastico! Andate a vederlo, a noi è piaciuto, sìsìsì.

Forse a causa del colpo di sole, o forse per le preghiere che Fili ha fatto alla Madunina per farmi smettere di fare la giapponese impazzita che scattava foto con il SUO cellulare (finendogli la memoria!) siamo entrati anche nel Duomo. Devo confessare - già che siamo in tema - che non ci ero mai stata in 6 anni che sono a Milano. Beh, che dire.. è uguale a Notre Dame! hehehe! Abbiamo visitato anche la cripta, ci siamo rinfrescati, e ho persino acceso un cero, sai mai... La notte precedente avevo sognato di vincere 4 milioni di euro al superenalotto, quindi ne ho approfittato. Sarebbe stato il top - in tutti i sensi - salire in cima, ma non volevo che Fili si trasformasse in un serial killer e mi abbandonasse fra le guglie accanto a qualche santo, lassù. Fa niente, lo FAREMO la prossima volta. ;-)

Shopping con le Mucche



Ieri nel primo pomeriggio, dopo aver mangiato circa 10 squisite alicette sott'aceto che non so come non mi abbiano corroso lo stomaco, sono uscita con mia sorella per dare un'occhiata in giro. Titta doveva comprarsi qualcosa per il nuovo lavoro e l'ho accompagnata. Alla fine dell'oretta spesa nel negozio sono tornata a casa alleggerita di OTTANTASEI euro (che per H&M è come dire che mi sono comprata tutto il negozio, e in effetti...), e lei ha preso solo un fermaglio per capelli e un magliettina. ARGH!

Uscite da H&M eravamo circondate dalle Mucche della CowParade. Nonappena arriveranno le nostre fantastiche t-shirt MORE COWBELL ordinate direttamente in US, saremo pronte a fare un fotoreporter come si deve. Per ora, ecco un assaggio del concorso "Cow of the Year". ;-)