sabato 14 novembre 2009

San Francisco è molto meglio di come te la descrivono




Come al solito quando torno dai viaggi sono depressa. Quando torno dagli Stati Uniti poi, vuoi per il fuso, vuoi perché Milano in confronto è una merda, quando apro gli occhi mi vorrei girare sul fianco e non alzarmi più.

Sono stata a San Francisco per lavoro e l'ho trovata stupenda. E' vero che è piena di barboni (innocui e alcuni anche fighi, giuro, tipo quelli di 30 anni che non sono proprio homeless ma insomma vivono all'angolo della strada ad alzare quache soldo con il caffè di Starbucks in mano e la sigaretta scroccata in bocca), è vero che alle 21 o hai mangiato o ti attacchi e anche in quanto a vita notturna meglio se inizi verso le 18 così alle 20 sei ubriaco e sei in linea con gli altri, ma tanto io avevo il jet lag e quindi più tardi delle 23 non avrei tirato comunque. Ma dicevo, è vero che ha dei difetti molto più evidenti di New York, ma essendo più raccolta l'ho trovata fantastica soprattutto per l'enorme varietà che c'è da quartiere a quartiere.


In un punto sei al mare con l'aria rilassata e le barche che si lamentano dal porto, tutti in t-shirt a metà novembre, il sole e i baretti al sole. Dopo 10 minuti sei in pieno Financial District che come a New York ha palazzi lucidi e grattacieli (un po' meno che a New York, ok), un milione di negozi, bar fighetti dove gli yuppies bevono drink e controllano le email dai loro iPhone e BlackBerry, vie larghe, Apple Store come funghi, Urban Outfitters come prezzemolo.


E poi il parco dove la fricchettona in acido si mette una maschera di cartapesta fatta probabilmente da lei e svolazzando leggera a piedi nudi sul prato viene da te con un balletto e ti regala una biglia; il tipo che fa i sollevamenti al semaforo con i dread e il fisico scolpito, Amoeba e i commessi più preparati della storia della musica, Russian Hill e i suoi localini e negozietti fatti di legno bianco, Mission dove gli ispanici scrivono "Jesus mì vida" sui muri con graffiti colorati, parlano spagnolo e mangiano burrito con i messicani in squallide taquerie (roba che da noi il ristorante messicano è solo tex-mex, costa un minimo di 40 euro a persona e se ci vi in scarpe da ginnastica ci manca poco che non ti facciano sedere), affiancate da negozietti di design dove giapponesi vendono a caro prezzo la loro arte e poi più in la baretti gay sono affollati di gente vestita cool.

Insomma, io sarò abituata male con Milano, ma una diversità del genere l'ho notata davvero in pochissime città. Anzi, in nessuna fra quelle che ho visitato, almeno non in quetsi termini.
E poi a San Francisco sono tutti gentilissimi. Come capita spesso negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni, se apri una cartina per strada dopo 1 minuto massimo si avvicina qualcuno pronto ad aiutarti a ritrovare la strada. A parte questo, quando cammini e incroci qualcuno in una via poco affollata, in un bar, in ascensore, subito tentano di fare quattro chiacchiere e tutti ti sorridono. Se chiedi un'informazione sono tutti disponibili. L'opposto dell'Italia (almeno a Roma e Milano) insomma.

I commessi sono gentili, le cameriere fanno bene il loro lavoro, senti la collaborazione nell'aria, le cose funzionano, se qualcosa non ti piace o non ti va bene fai una lamentela e qualcuno si occupa realmente del tuo problema. Oh, a me gli Stati Uniti (New York e San Francisco) mi piacciono proprio, specialmente dopo aver visto quest'altra parte della costa.


Un'altra cosa meravigliosa di San Francisco è la natura che c'è attorno. A parte il porto vicino di Sausalito che è un bel posto per fare una passeggiata in bici ma anche un po' troppo turistico (non è che ci sia molto a parte bellissime barche e un paio di ristoranti/bar), basta prendere una macchina e dopo poco ritrovarsi immersi nelle sequoie giganti di Muir Woods dove purtroppo non sono riuscita a fare la passeggiata per mancanza di tempo (peccato!), oppure le meravigliose spiagge di Stinson Beach dove i surfisti cavalcano le onde e tu, turista come me, resti a bocca aperta davanti al tuo primo incontro con l'oceano Pacifico. Meraviglioso e indescrivibile. Ci sono stata al tramonto ma se solo avessi potuto ci sarei sicuramente tornata altre volte nei giorni successivi.


E poi ancora le regioni dei vini Sonoma e Napa Valley con chilometri e chilometri di vigne dove puoi degustare Pinot Noir, Caberbet Sauvignon e gli altri vini californiani che devo dire, non sono male. Da quelle parti poi, e anche un po' a San Francisco in generale, sono fissati con lo stile francese, e allora vedi questi bed & breakfast tutti agghindati alla provenzale che in alcuni casi sono anche ben riusciti, in altri a noi Europei che in Francia ci siamo stati davvero ci viene un po' da sorridere, ma in fondo sempre meglio del posto squallido con la moquette del 1970 e la tv modello Grundig del dopo guerra, no? E poi vantano case vittoriane come se fossero mobili antichi del 300, ma per loro la proporzione è la stessa e ancora una volta ci scappa un sorrisino ma ci fanno simpatia e apprezziamo lo sforzo anche quando te lo dicono con un tono che si aspetterebbe un "oooooh!" stupito di risposta.
Io poi non mi sono fatta mancare nulla e nel mio essere geek sono andata anche in Silicon Valley. Non sono ovviamente entrata negli uffici ma vedere anche solo da fuori Google, Apple, Plug and Play, LinkedIn e compagnia bella per me che al web devo tutto e soprattutto il mio lavoro, è stato abbastanza eccitante. Palo Alto poi è carinissima, con tutto quel verde e le case meravigliose in legno e i giardini curati con qualche bandiera che sventola qua e la, ovviamente sempre e solo a stelle e strisce. Beati loro che sono orgogliosi del proprio Paese.

Beh insomma, se dovessi consigliare a una persona che non è mai stata negli Stati Uniti una sola città, per la mia piccola esperienza (sono stata solo in California, Florida, New York) direi sicuramente di andare a New York e slogarsi il collo per guardare i grattacieli e vivere il giorno e la notte intensamente con tutte ciò che la città ha da offrire (che è sicuramente più di quello che riesci a fare). Ma a qualcuno che un po' ha già girato, la California non la farei perdere per nulla al mondo. A me l'avevano descritta ma non me l'aspettavo così. E anche le salite e discese di San Francisco di cui tutti parlano, se le vedi con i tuoi occhi sono incredibili, specialmente quando le devi fare a salire!

W la California quindi? Assolutamente sì. Ma ora mi restano solo le foto, il jet lag e la depressione di una Milano grigia, fredda (e fin qui sarebbe anche una cosa positiva) ma soprattutto dove la gente ti dà la spallate per passare prima nel tornello della metro in uscita senza degnarti di uno sguardo gentile. Che palle l'Italia piena di rancore.

2 commenti:

palbi ha detto...

bellerrimo

margotmood ha detto...

sìsì, proprio stupendo. Certo che anche tu a NYC non te la passi male... Prima o poi riuscirò a fare il salto anche io, me lo sento!