lunedì 13 ottobre 2008

Casagit, che vergogna!



Da che qualche anno fa sono diventata pubblicista sono iscritta alla Casagit, ossia la Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani che copre (teoricamente) gran parte delle spese mediche.
Per usufruire di questo servizio verso circa 680 euro a trimestre, pari a 2.720 euro l'anno in cambio di quella visita all'anno che mi capita di fare o quella carie da mettere a posto che forse varrebbe la spesa solo se sostituita con un diamante purissimo. Ma diciamo che mi considero comunque fortunata, meglio pagare per niente che essere gravemente malato e farsi rimborsare tutto.

Oggi, all'arrivo del puntualissimo bollettino che insieme al versamento in banca richiede il mio CUD annuale per verificare che io non sia salita di fascia e quindi aumentare anche il dazio, chiamo la Casagit per comunicare il mio cambio di stato da lavoratore dipendente a freelance e quindi la mia variazione di reddito.

La signora mi chiede da quanto tempo ho un contratto da giornalista, già in cerca del cavillo legale che le permetta di non darmi le agevolazioni economiche previste dal contratto per chi sottoscrive alla Cassa, e io in un battibaleno le dò subito la soddisfazione di rispondermi "Ah beh, ma se non ha contratto da giornalista mi dispiace, ma la retta la deve pagare comunque senza nessuno sconto. Tutti coloro che guadagnano meno di 71.000 euro all'anno pagano la stessa cifra".
- Io perplessa: Scusi ma un disoccupato e uno che guadagna 71k euro sono considerati appartenenti alla stessa fascia di reddito?
- Lei impietosa: Eh sì, non lo dica a noi.. (non si sa cosa, penso gli accidenti). Buona giornata!

No dico, ma scherziamo? Ogni anno la copertura medica viene abbassata, i rimborsi diminuiti, la retta da pagare aumentata, e nonostante tutto ciò non vengono nemmeno tutelati i lavoratori che non appartengono alla "casta" dei giornalisti? E' colpa nostra se le aziende non assumono più con un contratto da giornalista? Perché noi dobbiamo supportare i giornalisti e i giornalisti non devono supportare noi pubblicisti visto che entrambe le categorie usufruiscono della stessa identica assicurazione medica con gli stessi identici benefit? I giornalisti regolarmente occupati e assunti, oltre a non pagare la retta trimestrale come noi (hanno invece una trattenuta sullo stipendio che varia a seconda del reddito ma che in genere si aggira attorno ai 60/80 euro contro i nostri 680) nel momento in cui perdono il lavoro spontaneamente o meno, possono usufruire dello stato di disoccupazione retribuita e in aggiunta anche di una riduzione della quota che praticamente gli fornisce un'assistenza GRATUITA per circa un anno e mezzo.
Tutto ciò è assurdo. Voglio dire, che senso ha fare una cassa comune se non quello di rubare i soldi a chi paga "spontaneamente" a favore dei giornalisti?
Ora mi ritrovo davanti a una doppia scelta: continuare a pagare non si sa bene con quali soldi, oppure interrompere questo salasso e trovarmi senza assistenza medica dopo anni di versamenti che non mi verranno mai restituiti.

Ti voglio bene Casagit.

5 commenti:

Filippo ha detto...

Oltretutto la CASAGIT è una cassa in perdita da anni, nonostante cerchino di mascherare la cosa in mille modi. Chissà dove vanno a finire i soldi versati...

Alessandra ha detto...

E perché non parlare dei tempi biblici per i rimborsi, mai complessivamente inferiori ai 30-35giorni?

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo . Tra l'altro non capisco perchè non si possa pagare mensilmente, il che per qualcuno sarebbe certamente una facilitazione.
Patrizia

Anonimo ha detto...

Lehman, Casagit tenta il recupero
di Marco lo Conte
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4 NOVEMBRE 2008 - Il Sole24Ore

Due obbligazioni di Lehman Brothers, per un totale di 560mila euro. A tanto ammonta l'investimento effettuato nel gennaio del 2007 dalla Casagit, la Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti italiani. Titoli che rappresentano il 2,76% dell'intero portafoglio della Cassa, pari a circa 22 milioni di euro e affidati a diversi soggetti finanziari. Anche se l'esposizione è dunque limitata, a seguito del crack Lehman questi titoli rappresentano per Casagit un problema: tale da spingere i vertici della Cassa a passare al contrattacco e a chiedere la restituzione del capitale investito a Banca Fideuram, collocatrice del titolo poco meno di due anni fa. «La Casagit – fa sapere il suo presidente Andrea Leone – ha avviato un rapporto di consulenza con Fideuram, formalizzato ed adeguato ai sensi della Mifid prima dell'estate scorsa, originato da un deposito per acquisto titoli utilizzato per realizzare il pacchetto proposto dalla stessa Fideuram e contenente i bond Lehman Brothers». Ed è proprio sulla base di questo contratto di consulenza che poggia la richiesta di restituzione a Casagit della quota investita.
La vicenda cade in un momento delicato per la Cassa: oggi pomeriggio il Cda dovrà tornare a discutere della sua situazione finanziaria e avviare un piano triennale di rientro rispetto al deficit pari a 13,6 milioni di euro derivante dalla revisione dei criteri contabili (da cassa a competenza) relativi agli ultimi anni di gestione; denaro che si somma ai 3,83 milioni di deficit emersi dal bilancio 2007, già oggetto di accesa polemica tra le diverse componenti di rappresentanza dei giornalisti italiani. Secondo le prime indicazioni emerse, le obbligazioni sottoscritte dalla Cassa sanitaria dei giornalisti sono bond senior: privilegiate cioè in caso di default dell'emittente rispetto alle obbligazioni cosiddette subordinate.

Qualcosina si spiega!...

margotmood ha detto...

Eh sì, l'avevo letto, ma questa non è comunque una giustificazione per continuare a sottrarre soldi a noi (squattrinati o meno) per riparare ai loro errori.